Ehi, amico del Pd!

Doveva essere l’internazionale dei lavoratori, è diventata l’internazionale dei padroni. Sei sicuro di sapere chi stai votando, amico del Pd? A me sta bene, siamo in democrazia; però, cortesemente, risparmiami la paraculata: “Io voto Pd, sono di sinistra”. Non lo sei. Sei di destra e con nostalgie pericolose d’altri tempi (Valdisusa, F-35, Shabalayeva, dismissioni di aziende pubbliche…) Sei dell’ala luttwakiana, è evidente: buonsenso e randello a chi non ne ha. A tua insaputa?

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Le panzane del Pd

Ogni tanto ritorna in auge la panzana di una «occasione persa dal 5 Stelle». Il Pd non ha mai voluto un governo con il 5 Stelle. Lo ha detto testualmente a Porta a Porta Marina Sereni il 2 maggio e lo ha confermato Fassino a Piero Ricca. Ma ho trovato di meglio: un’intera compilation di balle!

«Pensare che dopo 20 anni di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso. Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile» (Enrico Letta, 8 aprile 2013).

«I contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo con forze politiche tradizionali» (Enrico Letta, 29 marzo 2013).

«Non sono praticabili né credibili in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana» (Pier Luigi Bersani, 6 marzo 2013)

«Il governissimo non è la risposta ai problemi» (Pier Luigi Bersani, 13 aprile 2013).

«Il governissimo predisporrebbe il calendario di giorni peggiori» (Pierluigi Bersani, 8 aprile 2013).

«Se si pensa di ovviare con maggioranze dove io dovrei stare con Berlusconi, si sbagliano. Nel caso io, e penso anche il Pd, ci riposiamo» ( Pierluigi Bersani, 2 ottobre 2012).

«In Italia non è possibile che, neppure in una situazione d’emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme» (Massimo D’Alema, 8 marzo 2013).

«Il Pd è unito su una proposta chiara. Noi diciamo no a ipotesi di governissimi con la destra» (Anna Finocchiaro, 5 marzo 2013).

«Fare cose non comprensibili dagli elettori non sono utili né per l’Italia né per gli italiani. Non mi pare questa la strada». (Beppe Fioroni, 25 marzo 2013).

«Non si può riproporre qui una grande coalizione come in Germania. Non ci sono le condizioni per avere in uno stesso governo Bersani, Letta, Berlusconi e Alfano» (Dario Franceschini, 23 aprile 2013).

«Sono contrario a un governo Pd-Pdl» (Andrea Orlando, 22 aprile 2013).

«Abbiamo sempre escluso le larghe intese e le ipotesi di governissimo» (Rosy Bindi, 21 aprile 2013).

«Serve un governo del cambiamento che possa dare risposta ai grandi problemi dell’Italia. Nessun governissimo Pd-Pdl» (Roberto Speranza, 8 aprile 2013).

«Non dobbiamo avere paura di confrontarci con gli altri, ma non significa fare un governo con ministri del Pd e del Pdl. La prospettiva non è una formula politicista come il governissimo, è quel governo di cambiamento di cui l’Italia ha bisogno» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«L’alternativa non può essere o voto anticipato o alleanza stretta tra Pd e Pdl» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«Lo dico con anticipo, io un’alleanza con Berlusconi non la voto» (Emanuele Fiano, 28 febbraio 2013).

«I nostri elettori non capirebbero un accordo con Berlusconi» (Ivan Scalfarotto, 28 febbraio).

«Non c’è nessun inciucio: se questa elezione fosse il preludio per un governissimo io non ci sto e non ci starebbe neanche il Pd» (Cesare Damiano, 18 aprile 2013).

«Serve un governo di cambiamento vero ed è impensabile farlo con chi in questi anni ha sempre dimostrato di avere idee opposte alle nostre» (Fausto Raciti, 14 aprile 2013).

«Un governo Pd-Pdl è inimmaginabile» (Matteo Orfini, 27 marzo 2013).

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I ricicloni

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Come si fa a sembrare iperproduttivi in Parlamento? Riciclando le proposte di legge degli anni passati.

Indovina chi è il primo in classifica.

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“I grillini parlano solo di diarie e scontrini”

L’informazione italiana fa danni, dal Corriere alla Stampa al Giornale passando per Repubblica e per quel colabrodo dell’Unità. Della tv non ne parliamo.

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Quelli che “Grillo impedisce al m5s romano di decidere”

A quelli che “Grillo ha impedito di entrare in giunta con Marino ignorando il voto della rete”: il sondaggio fra i militanti romani del m5s non era per decidere se “far partecipare un eletto del m5s alla giunta”, bensì chiedeva se inviare o no a Marino i curricula pervenuti al m5s, anche di personalità non del m5s, dei candidati a un posto da assessore nella giunta Marino.

Certe non-notizie confermano solo lo stato miserevole da quarto mondo dell’informazione italiana.

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Cari grillini del Gruppo Misto

Cari grillini che passate al Gruppo Misto,

non vi ho votati. Sulla scheda non c’era un simbolo “Gruppo Misto”, altrimenti, chi sa, avrei anche potuto votare Gruppo Misto. Ma non c’era.

Invece ho votato m5s e pretendo un parlamentare del m5s, non gente che magari colleziona il 95% di assenze in Aula e della cui esistenza vengo a sapere dopo oscure e difficilmente comprensibili crisi di coscienza. Quindi fatemi la cortesia: dimettetevi e lasciate il posto a un m5s.

Grazie.

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Cos’ha fatto Grillo per l’Italia?

“Cos’ha fatto Grillo”?
Niente.
Ha solo sponsorizzato un movimento a costo zero che ha permesso ai giovani di fare politica senza dover andare a letto con un milionario o leccare il culo al boss di federazione, che ha preso otto milioni di voti e ha restituito 42 milioni allo stato.
Bazzeccole, vero?

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