Grillo è Hitler, Mussolini, Bokassa, Stalin…

Ho visto parecchi spettacoli di Grillo, a teatro, negli ultimi 20 anni. Risate, applausi a scena aperta, attenzione al massimo. Parlava di Telecom, Parmalat, ladri di stato e partiti incancreniti, c’era già tutto il m5s e a nessuno veniva in mente di pensare a Hitler.

Casaleggio gli ha solo messo in piedi la baracca telematica: vi posso assicurare che così come era nel 2000, Grillo è rimasto nel 2013, né Hitler né Stalin. Solo Grillo, un burbero genovese che parla sempre di soldi. All’uscita, la frase più ricorrente fra il pubblico era: “Se si candidasse lo voterei”.

Ora è lì ma non gli va più bene.

Eppure, quante volte abbiamo pregato perché un nuovo 1789 portasse i partiti alla ghigliottina? Ora abbiamo l’occasione di provarci ma abbiamo già dimenticato tutto, e qualcuno arriva addirittura a difendere i propri aguzzini, i Monti, i piddini, l’incredibile recupero di Berlusconi. Perfino la Lega [la Lega!], trionfa in Lombardia.

Ma che ci avete in testa?

Gli italiani sembrano solo dei gran provinciali rompicazzo che hanno bisogno di lamentarsi, la politica c’entra assai poco.

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