La guerra è dichiarata [film]

Ecco la mia recensione: la sanità pubblica francese funziona alla grande.

Troppo concisa?

Ecco allora quella seria (seria si fa per dire, mica faccio il critico cinematografico).

La primissima impressione è stata di un lungo spot sul servizio sanitario francese. La seconda, di un’occasione sprecata di raccontare come la malattia del bambino aggredisce, logora e alla fine distrugge la coppia dei genitori (unica vaga analogia con Romeo e Giulietta, ai quali, nelle intenzioni della Donzelli, i personaggi del film si ispirano fin dal nome); la terza è che non ho capito perché la regista ha fatto questo film, che per me inizia solo alla fine, quando il padre confessa di non farcela più e scappa dall’ospedale per andare a bere un caffè in centro; quando cioè i personaggi concedono finalmente qualcosa di umano allo spettatore e la tensione drammaturgica comincia a salire. Ma proprio in quel momento irrompe un’intempestiva voce fuori campo la quale ci racconta sbrigativamente che Romeo e Giulietta, sfiniti, si separano e si rifanno una vita, e il film si conclude due minuti e sei anni dopo col bambino che, sano salvo e guarito dal tumore, gioca con il gameboy. Arrivederci e grazie. Un film sanitario. Per la mia sensibilità, un film gelido.

PS – La guerra è, naturalmente, la guerra al cancro.

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