Il declino dell’innovazione

Come c’è una teoria sul picco del petrolio ci dev’essere una teoria sul picco dell’innovazione che descrive con dovizia di grafici e tabelle come, superato un punto di massimo sforzo per introdurre nuove attraenti feature, comincia il declino di un intero settore: la telefonia mobile. Ebbene, dopo essermi cascato nell’acqua di lavaggio dell’insalata, dalla bicicletta in corsa e dalle mani, il mio iPhone sta tirando gli ultimi – però ha retto egregiamente, sia pure uscendone con la scocca incrinata; e badate che per incrinare la corazza del melafonino ce ne vuole. Poiché l’iPhone 5 si fa attendere decido, dietro suggerimento di un amico, di dare una chance ai coreani di Samsung: “Fanno di tutto di più”, mi dice, “fidati”. Di telefonini non so una mazza quindi mi fido e punto su un Samsung-Galaxy-qualcosa che promette di essere il top del best of, il campione della categoria.

L’oggetto ha effettivamente una sua eleganza, e sfogliando la brochurina per capire cosa fa, a parte telefonare, scopro che:

  1. capisce dalla direzione del tuo sguardo se stai leggendo una e-mail e evita di andare in stand-by oscurandoti il display a metà lettura;
  2. sceglie le foto migliori tra i tuoi scatti;
  3. capisce comandi vocali complessi come: “Che tempo fa oggi a Chicago?”;
  4. se vuoi chiamare il mittente di uno sms, è sufficiente avvicinarlo all’orecchio e lui gli telefona.
  5. non ricordo che altro.

A parte che, secondo me, più roba c’è dentro ‘sti arnesi più aumentano le probabilità che si rompano, rimango cinque secondi buoni a cercare di capire se mi stanno prendendo per il culo o se davvero considerano un’innovazione queste idiozie. Se cerchi un prodotto nuovo forse non è il momento migliore, poiché ti imbatti, se ti va bene, in un prodotto migliorato, che paghi comunque caro e salato. Quando finalmente realizzo che fanno sul serio e per 600 euro posso diventare proprietario di un telefono che mi spia per sapere che sto facendo oppure sceglie le foto al posto mio, ripongo la brochurina e me ne vado. E se fossi un patito di automobili potrei dire qualcosa anche sull’utilità di comprare una macchina che si parcheggia da sola.

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2 risposte a Il declino dell’innovazione

  1. Cesare ha detto:

    Se posso esprimere un’opinione sull’argomento… io non possiedo uno smartphone. Ho due macchine fotografiche, un cellulare, un portatile, un lpod e il computer sul lavoro. Nel (poco) tempo libero che ho, l’ultima cosa al mondo che mi viene voglia di fare è controllare l’email o aggiornare il mio status su Facebook. Quando ho voglia di fare foto, esco con la macchina (l’Iphone fa ottime foto, ma le possibilità che ti offre una macchina fotografica sono tuttora insuperate). Foto random, pazienza, le archivierò nel mio cervello. E così via.
    Ecco, questo per dire che concordo con il senso del tuo post ma mi spingo pure un po’ più in là 🙂 Gli smartphone sono strumenti interessanti e utili in diversi casi, ma sono davvero così necessari? O ci lasciamo semplicemente condizionare?

    • Roberto ha detto:

      Mah… il cellulare in sé è stato certamente un’innovazione, o perlomeno una bella evoluzione del cordless domestico. Metterci dentro anche una videocamera, un gps, giochi e lettori audio/video, idem. Ora mi pare stiamo un po’ girando a vuoto, probabilmente abbiamo passato il picco dell’innovazione e dobbiamo aspettare il teletrasporto… 🙂

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