Il senso del sesso per Beppe Grillo

Qualcuno ha rispolverato un vecchio post dell’agosto 2006 di Beppe Grillo che a una prima lettura sembra suggerire che Grillo è a favore, nell’ordine, dello stupro e del burqa. All’inizio sono rimasto sconcertato anch’io, ma poiché ultimamente non mi fido più neanche di me stesso ho voluto rileggere il testo, che riporto integralmente:

IL NUOVO FEMMINISMO

Le donne non sono mai state così desiderate. Il desiderio maschile cede alla passione che poi cede allo stupro. E’ da animali, ma è così. La natura fa il suo corso. Accoppiamenti abusivi avvengono ovunque. Nei bagni pubblici, dietro ai cespugli, nelle carrozze dei treni in sosta. Non esiste più intimità per chi vuole farsi una passeggiata in santa pace.
Le donne non devono stupirsi, ma coprirsi.

Le religioni sono maschiliste, i governi sono maschilisti, le aziende sono maschiliste, la pubblicità è maschilista. Perchè il sesso maschile non dovrebbe essere maschilista?
Persino le signore di una certa età sono palpeggiate in pubblico. Per risolvere il problema delle penetrazioni moleste va introdotta la segregazione razziale. Autobus, scuole, taxi, bar, ristoranti rosa. Un mondo rosa. Per donne e gestito da donne. Il burka per legge e il velo solo dopo gli ottant’anni. Odoranti nauseabondi per le più attraenti. L’automutilazione dei seni è un buon rimedio, se si vuole andare sul sicuro c’è l’espianto dell’organo. Misure che devono essere attuate però nel massimo riserbo. Senza manifestazioni di protesta per eventuali stupri per far valere i propri diritti. Senza cortei, petizioni, raccolte di firme. Esattamente come le donne fanno adesso. Forse, perchè, in fondo in fondo, ci stanno.

Secondo me, che non sono né suo esegeta né pagato da Grillo, la pappardella significa che il sesso oggi è così praticato e esibito ovunque [per l’estate 2012 sono in vendita bikini tipo la C-String di Belen, e nel 2013 magari nemmeno più quelli: forse le donne sfoggeranno creative rasature del pelo a motivi tribali] che lo stupro è solo il caso limite di una società orgiastica e quindi, sempre secondo Grillo, o si crea un mondo segregato di sole donne che si autoproteggono fra loro oppure è meglio lasciar perdere cortei e petizioni e accettare che “la natura faccia il suo corso”. Il che ha una sua animalesca logica che poi uno/a può senz’altro non sentire propria. Quello che non mi torna è il finale sulle “donne che in fondo ci stanno”. Questa faccenda della donna-preda alla quale piace essere inseguita e stesa a prescindere sa un po’ di preistoria [per essere gentili].

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