Diritto al lavoro: la Fornero ha ragione o no?

Niente paura, il titolo semipornografico serve solo ad attirare l’attenzione. La questione della cosiddetta riforma del lavoro, ossia la soppressione dell’articolo 18, è comunque interessante perché mostra molto bene come una Costituzione fortemente sindacalizzata e con quel diritto al lavoro sancito dall’articolo 4 che viene liberamente interpretato a seconda del governo in carica, va a sbattere non da oggi contro un’economia di mercato che, per sua natura, non può garantire il posto di lavoro. In questo senso la nostra piccola Tatcher di Torino, Elsa Fornero, è stata chiarissima: “Il lavoro è un diritto, non il posto”, sostiene Margaret Fornero. E’ molto probabile, anzi, praticamente certo che il ddl Fornero produrrà disastri a prescindere dall’articolo 18: basterebbe citare quella curiosa norma che impone per il primo contratto a termine una durata di 12 mesi ma senza obbligo di definire a quali mansioni verrai destinato. Se fossi giovane, precario e credente mi farei il segno della croce.

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