Il grande complotto del Progressive

di Debora Billi

La prima volta che ho sentito la parola “progressive” è stato una decina di anni fa, sugli FM della romana Radio Rock. Era riferita ai Genesis.
Ora, dovete sapere che io i Genesis non solo li conosco alla perfezione, non solo facevo parte del “Club Genesis” al liceo, ma li traducevo anche e mi cimentavo in esegesi confrontando Apocalypse in 9/8 da Foxtrot con l’Apocalisse di San Giovanni.
Ma quella definizione, Genesis=Progressive, non l’avevo mai sentita in vita mia.
Sarà una stravaganza del DJ, ho pensato ingenuamente. Ma poi, ben altro col tempo mi è toccato sentire: “progressive” gli Yes, i King Crimson, i Jethro Tull (orrore), perfino i Pink Floyd (sacrilegio). Attendo a piè fermo che si definiscano “progressive” anche i Led Zeppelin e i Deep Purple, già che ci siamo.
La cosa estremamente ridicola è che persino Wikipedia dia la seguente definizione:

Il rock progressivo, o meglio detto dall’inglese progressive rock o spesso semplicemente chiamato musica prog, è una corrente della musica rock. È nato in Inghilterra alla fine degli anni sessanta e sviluppatosi principalmente negli anni settanta.

Il che fa presumere all’ignaro lettore che negli anni settanta tutti fossero consapevoli di ascoltare “progressive”. Invece, cari miei, neanche per sogno: l’hanno scoperto con immenso stupore soltanto intorno al 2000. Perché sapete, quello che ora chiamate con quell’orrido nome, negli anni ’70 e ’80 si chiamava semplicemente “rock”.

“Che musica ti piace?”
“Il rock”
“Ah si? E cosa?”
“Beh, Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull, King Crimson…”

E’ universalmente assodato che quella degli anni ’70 è stata la migliore musica rock mai prodotta dall’umano pensiero.
Ed è per questo che è ancora più sconvolgente che ad una buona metà di quel rock fantastico e irripetibile oggi si sia persino tolto il diritto di chiamarsi rock. Si chiama progressiv, un’altra roba, un coso che non si sa che cacchio sia, comunque sicuramente non rock.

Ed io, per non smentirmi, sono costretta a gridare al complotto. Perché vedete, ragazzi: un sacco della monnezza che oggi vi tocca sorbirvi viene piazzata nella categoria del rock. Zozzerie, schifezze, che non valgono neppure i bit su cui sono illegalmente scaricate. Ma questa è la vostra idea di “rock”, non ce n’è un’altra: quel che c’era prima era “progressive”, mica rock.
Insomma, per vendervi robaccia hanno riscritto la storia. Per impedirvi di capire davvero quale spazi siderali aveva raggiunto la musica del vostro cuore, e a quali bassezze è giunta oggidì.
Se vi piace il rock, rispolverate dallo scaffale del nonno “Starless” dei King Crimson. Ascoltatela tutta, tutti e 12 i minuti: il vero rock, quello che ha qualcosa da dire, non può durare due minuti e mezzo. Alzate il volume, chiudete gli occhi, e tranquillizzatevi. State ascoltando il rock migliore di sempre, e non del cretinissimo “progressive”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Musica e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Il grande complotto del Progressive

  1. listening ha detto:

    bello Debora, ascolterò

  2. listening ha detto:

    sto ascoltando, piacevolissimo,
    ho solo delle riserve quando dici che il vero rock non può durare due minuti e mezzo. io ascolto un pò d’hardcore, anche se non sono un esperto, e i black flag in appena due minuti riescono a dire tutto il necessario. magari non ti piace ma lo posto lo stesso http://www.youtube.com/watch?v=qS9B9lLmULE

  3. Andrea ha detto:

    Grazie, condivido appienissimo. Tranne su una cosa, che il vero rock non può durare due minuti e mezzo… Ecco qui 2:30 tondi tondi, manco a farlo apposta: http://www.youtube.com/watch?v=HObqZh_RTds
    Però poi certo ti tocca sentire che è Progressive anche un grandissimo gruppo di rock, al limite blues che ti tira fuori questo: http://www.youtube.com/watch?v=FjDYwgTejsI
    E allora fai bene ad arrabbiarti…
    Complimenti per tutto il blog, non solo per questo articolo…

  4. Stelio ha detto:

    Tranquilla, sono solamente etichette che servono agli insicuri per sapere se una cosa gli piace o meno.
    Parlare di progressive, hard rock, rock psichedelico, southern rock, eccetera, è settario, è lo stesso errore che commette chi vuole appiccicare un nome e una maschera ai vari aspetti della cultura (es. quella europea vs quella africana, quella italiana vs quella tedesca, quella meridionale vs quella settentrionale, quella campana vs quella siciliana, quella napoletana vs quella sorrentina, quella dei Quartieri Spagnoli vs quella di Posillipo, eccetera, fino ad arrivare a quella di casa mia vs quella del resto del mondo), è un’assurdità.
    Esiste “la cultura” come esiste “la musica”, ed entrambe sono universali, anche se estremamente diversificate e contaminate. Sta poi al gusto, all’imprinting, all’istruzione, alla curiosità, alla libertà di pensiero, accettare o rifiutare alcuni aspetti della cultura/musica con la quale ci si approccia o si convive.
    A quel tempo ascoltavo con la stessa soddisfazione Cream, Tangerine Dream, Nice, Pink Floyd, Colosseum, Zappa, SoftMachine, Deep purple, Terry Riley, Mahavishnu Orchestra, Black Sabbath, King Crimson, Chicken Shack, e mi fermo qui perchè l’elenco sarebbe lunghissimo.
    Ciò che intendo è che allora (per me) quella era semplicemente “musica”. Tutto il resto era (sempre per me) canzonetta o pizza.
    Oggi ascolto ancora “musica”, non quella, o meglio, sempre quella ma con altre vesti. Dai Genesis sono passato a Vivaldi, gli ELP mi hanno fatto conoscere Mussorgsky, a Varèse si sono arrivato tramite Zappa, e così via.
    Oggi ascolto con la stessa soddisfazione Orff, Glass, Alone in The Chaos, Smetana, Bregović, Berio, Anderson, Butumbaba, e ciò che, a prescindere da ogni etichetta faziosamente apposta, riesco a riconoscere (a naso, non per sapienza) come “musica”. Tutto il resto è (sempre per me) canzonetta o pizza.
    Snobismo?, Stomaco forte? Nostalgia? Presunzione? No.
    Si tratta solamente di fame, voglia di avere sotto i denti qualcosa da masticare, che sia tenace, un po’ impegnativa, misteriosa, ma sostanziosa e saporita, non una minestra riscaldata o una pappetta aromatizzata artificialmente.

    🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...