La verità secondo Renzo Piano

20120615-104039.jpgIl Ministero della Verità (Miniver, in neolingua) differiva in maniera sorprendente da qualsiasi altro oggetto che la vista potesse discernere. Era un’enorme struttura piramidale di cemento bianco e abbagliante che s’innalzava, terrazza dopo terrazza fino all’altezza di trecento metri. Da dove si trovava Winston era possibile leggere, ben stampati sulla bianca facciata in eleganti caratteri, i tre slogan del Partito:
LA GUERRA E’ PACE
LA LIBERTA E’ SCHIAVITU’
L’IGNORANZA E’ FORZA
.

Scusate se cito l’abusato Orwell, ma la morfologia della Scheggia (Shard) di Renzo Piano, inaugurata a Londra appena in tempo per le Olimpiadi, corrisponde quasi alla lettera alla descrizione del Ministero della Verità di 1984. Qualche differenza c’è, è vero: la Scheggia di Piano è vitrea e alta 310 metri invece dei 300 del Miniver di Orwell. Dettagli. Della abbagliante Scheggia gli ammiratori apprezzano piuttosto, oltre al consueto sfoggio di strapotenza tecnologica e alla capacità di attrarre un paio di miliardi di euro in investimenti, la parsimonia dei posti auto dedicati: appena 42, la metà dei quali riservati a portatori d’handicap, per un torracchione destinato a ospitare settemila impiegati. Ossia, un’esplicita intimazione a muoversi a piedi. Eppure la Scheggia, col suo ostentato sboronismo sortisce l’effetto di rendermi se possibile anche più indigesti gli urbanisti come Edward Glaeser i quali propugnano la tesi del grattacielo regolatore del mercato immobiliare: più roba costruisco in altezza, cioè più densifico l’offerta in un’area relativamente ristretta, più scenderanno i prezzi delle case nel resto della città. Ora, per un appartamento nella Scheggia leggo prezzi di circa 12 milioni di euro, quotazione che a parer mio non avrà alcuna ricaduta ribassista sul prezzo medio di un appartamento “normale” a Londra. Qui a Milano, d’altro canto, gli appartamenti nelle torri per nuovi ricchi e cafoni assortiti in costruzione nella zona di Porta Garibaldi, vengono via a 26.000 (ventiseimila) euro al metroquadrato, e se i prezzi delle case in città stanno scendendo -con moderazione- il merito non va certo a Hines né a Ligresti.
Per intanto mi accontento di rilevare l’isomorfismo involontario tra la funzione censoria del Ministero orwelliano e le parole con cui Renzo Piano liquida i detrattori di un’opera finanziata da sceicchi e destinata a sceicchi: “So di essere nel giusto”. Punto, period. Renzo Piano, che mi sta pure umanamente simpatico ma è indubbiamente uomo del capitale anche se se la tira da rivoluzionario, è incidentalmente genovese e amico di vecchia data di Beppe Grillo. Chi si somiglia si piglia, no?

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Archiettura, Società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La verità secondo Renzo Piano

  1. hmph.. ha detto:

    Chi si somiglia si piglia, no?
    Aw…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...