Il petrolio sta finendo?

Mica lo so, non sono il signor Q8. Io conosco solo il refrain che ci propinano: “Ai consumi attuali ce n’è per 70 anni” [ma non erano 100 fino a poco tempo fa?]. Una cosa è certa: non saranno 70 anni di benzina al self-service e bollini premio. Scordatevelo. Saranno 70 anni di mesto declino nei quali il petrolio sarà sempre più faticoso da trovare, estrarre e raffinare. Ma c’è un ma, una nuova alba dell’energia chiamata fracking -sta per hydraulic fracturing– che promette altri radiosi decenni di plastica e benzina. In sostanza si allarga una frattura, possibilmente già presente nel sottosuolo, pompandovi acqua e porcherie chimiche ad alta pressione; dopodiché si passa da lì per estrarre innanzitutto gas. Controindicazioni? Il fracking causa localmente terremoti anche importanti, è a rischio fughe di dannosissimo metano e inoltre la percentuale recuperabile dei liquidi impiegati per la fratturazione si aggira intorno al 50 percento, quindi la probabilità di avvelenare la falda è quasi scontata. La famigerata Halliburton americana si è buttata a pesce nell’affare fin dalla prima ora, mentre in Europa per ora si va coi piedi di piombo. Per me che dispongo solo di buon senso a basso valore d’uso è meglio lasciar perdere e concentrarsi sullo sviluppo delle rinnovabili, ma il business non legge certo questo blog. E se anche lo leggesse ne farebbe carta igienica.

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2 risposte a Il petrolio sta finendo?

  1. fausto ha detto:

    L’avventura dello shale gas sta per concludersi; negli Usa la vendita di questa materia prima non ha mai ripagato le spese di estrazione, nemmeno in una singola giornata di attività. Quando i soldi raccontano l’eroei….

  2. Roberto ha detto:

    Sui costi non sa davvero esprimermi e ti ringrazio della precisazione: tutti promettono una maggiore competitività dello shale gas rispetto a quello estratto con metodi tradizionali ma nessuno spiega quando né come, mentre quelle certe paiono essere le devastanti ricadute sull’ambiente: il fracking è idrovoro, inquina, è complicato trattarne i rifiuti e, per soprammercato, destabilizza l’area e provoca terremoti, anche se relativamente modesti e localizzati, ma comunque terremoti.

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