Groupon anch’io

A me che sono uno snob di merda il Groupon è sempre sembrato una cosa da poveracci, un passare sul corpo della madre per arraffare lo sconto: “Il vero signore paga in contanti quando ne ha voglia, non si mette in coda!”, penso. Poi però considero che il vero signore non paga in contanti bensì con una Platinum a plafond illimitato, e quindi sono già escluso dalla categoria. C’è poi il signore ancora più vero, come gli antichi samurai, che lascia pagare il conto alla guardia del corpo perché il denaro lo considera un oggetto lurido e nemmeno lo sfiora. Questione di igiene, fisica e mentale. Sarà meglio abbassare la cresta: mi faccio quindi prendere sottobraccio dalla Cici e condurre docilmente in un ristorante convenzionato con Groupon che promette costata alla brace con patate, vino tinto di Castilla -chissà perché offrono vino spagnolo: la Cici maligna che lo pagano 2 euro alla cassa- e caffè a 29 euro in due invece di 81. Un affare, invero. Ed era anche buono, ignobile plebaglia.

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