L’anello debole

Il musicante in metropolitana soffia nell’armonica a bocca mentre con la mano libera agita una maraca. Ciche ciche ciche ciche. È vestito con una quantità di roba usata che sembra presa a casaccio da un cassonetto, nello zaino ha tutto ciò che ha. Ciche ciche ciche ciche. Porta grossi occhiali, quindi ha anche fatto una visita oculistica, la pelle è scura di sole e di sporco, ha gli occhi neri e una vita scritta in faccia, come direbbe la Cici. Ripone la maraca in una tasca dei pantaloni da pescatore, da un’altra estrae una bottiglietta d’acqua. Beve un sorso, salta come un’ape impazzita da un passeggero all’altro allungando il bicchiere dell’elemosina e ringraziando ripetutamente l’aria davanti a sé. I perdenti, i deboli, gli sconfitti in balìa del portafoglio altrui. Lavoratori senza sindacato, la fine li sorprende come cani paralizzati dagli abbaglianti.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in In strada e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a L’anello debole

  1. Cesare ha detto:

    Bella riflessione. Tra tanto veleno che si legge sul web (certi commenti in giro mettono la pelle d’oca, altro che crisi e casta politica), una ventata d’aria fresca. Grazie!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...