Un terremotato illustre: il Parmigiano Reggiano

Le immagini del Parmigiano nella polvere le abbiamo viste, ma forse nessuno ha mostrato quanto è lungo e faticoso il recupero delle forme danneggiate dal terremoto. Come racconta la Confagricoltura di Modena, le forme cadute dalle scalere devono essere quanto prima trasferite in celle frigorifere per non rovinare l’intera partita. In una settimana si è riusciti a estarre e trasferire in strutture frigorifere solo il 15% del prodotto e con l’arrivo del caldo di questi giorni occorre concentrarsi sulla messa in sicurezza del prodotto, lavorando in strutture dove le scalere si sono accartocciate mescolando forme buone a forme rovinate per la caduta. Inoltre i caseifici danneggiati, per quanto ben organizzati, sono strutturati per la vendita porzionata di formaggio di 100-200 kg al giorno ed ora si trovano a far fronte a richieste di migliaia di pezzi. E’ possibile acquistare direttamente dai produttori il Parmigiano terremotato con 18 mesi di stagionatura o poco più, e in questa pagina del Consorzio trovate tutte le indicazioni per farlo, fermo restando che anche comprare il Reggiano dal proprio rivendugliolo di fiducia aiuta i caseifici a non affondare. A me non devono nemmeno chiederlo, amo quel formaggio in ogni sua forma: rotto, intero, a scaglie sul carpaccio, fuso in ciotole da risotto.

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