Il piccione magico

Dopo il caffè mi siedo su una panchina per guardare la posta e prepararmi al momento clou: la spesa al supermercato. Due piccioni camminano lungo il vialetto e vengono a passettini svelti verso di me sperando in un pensionato che gli porta il pane (siete in anticipo, datemi ancora qualche anno). Si muovono in fretta, marcano i passi con movimenti avanti-e-indietro della testa, come le galline, e emettono una specie di gargarismo di eccitazione che suona rrrr-tu! rrrr-tu! Li ascolto distrattamente senza guardarli e – mi cascasse – a un certo punto sento distintamente rrroberrr-to! rrrr-tu! rrr-tu! Cosa? Alzo di scatto lo sguardo dal cellulare, sono vicinissimi e ci studiamo a vicenda, la mente razionale chiede la conferma dell’evento ma l’ultraterreno non concede mai il bis: o hai capito subito o t’attacchi. Si allontanano verso una coppia di anziani che promette loro maggiori soddisfazioni: rrr-tu! rrr-tu! rrr-tu! Scherzi dell’immaginazione, Roberto. No?

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Una risposta a Il piccione magico

  1. Maestrina ha detto:

    Sei afflitto da pareidolia acustica? [Io pure però, ogni volta che faccio la doccia sento le voci della folla nell’acqua che scorre.]

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