L’uomo parametrico

È inevitabile: noi siamo gli altri, cioè l’opinione che gli altri hanno di noi. Nemmeno io sfuggo alla regola: prima o poi finisco classificato, fotografato e identificato coi miei limiti, e allora vado in crisi. Per gli altri divento i miei limiti: cocciuto, viziato, pigro, poco intraprendente. Le reazioni variano: disperazione, orgoglio, bassa autostima, disprezzo, isolamento, oppure un’alzata di spalle. Forse dovrei girare con un taccuino delle barzellette e un cappello da chef in una tasca, una saldatrice nell’altra e un ciuccio al collo: gourmet e compagnone fra le coppie, tecnico se si rompe la braga del cesso, affettuoso e paterno al momento opportuno. Diventare socialmente empatico. Qualcosa bisogna pur fare, diceva la roccia nel deserto.

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