Il romanzo usb

Però. Ai tempi della mia adolescenza, cioé di un mondo oberato di informazioni impacchettate in formato ingombrante, il romanzo nel cassetto era una pila di scartafacci dattilografati se non addirittura scritti a mano, magari con la penna Bic e non più con la cannuccia e il pennino che noi baby boomer adoperavamo alle elementari. Oggi il romanzo nel cassetto è una penna usb che sta nella taschina portazippo dei jeans. Io non ho un romanzo nel cassetto, al massimo potrei cimentarmi con qualche racconto nella penna usb, anche se non so da che parte cominciare. Capire i propri limiti è un buon inizio per superarli, e una volta compreso di aver bisogno di un corso di aggiornamento sull’arte di scrivere racconti da cassetto, Googolàndo scopro nel sito ilmiolibro.it file di armadi virtuali con decine di cassetti ciascuno con dentro un racconto. Opto per una raccolta di 365 storie noir di non-autori. Non-autori non significa che sono brutti racconti; sono semplicemente racconti di gente che fa altro nella vita. Bene, decido di leggerne qualcuno per capire il gusto contemporaneo e mi casca sotto il mouse una storia d’amore telematica del tipo Norman&Monique, ma splatter. Trama. Dopo due anni lei è stufa di passione virtuale e vuole chiudere la relazione con l’uomo che vive dall’altra parte del monitor. Allora lui si taglia una mano e gliela spedisce per posta, così lei può finalmente farsi accarezzare. Ma ancora non le basta. Così il tizio le manda prima un occhio, poi le labbra e infine il cazzo. Ma a lei non basta ancora, vuole il suo cuore; allora lui si trafigge con un punteruolo davanti al monitor. Giù il sipario, fischi dal pubblico, fine. Spunto interessante, ma era dura andare oltre la singola cartella. Passo al successivo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Letteratura e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Il romanzo usb

  1. pasric ha detto:

    il problema è che il 98% di quei non-autori crede che per buttar giù un racconto noir (o di qualsiasi altro genere, solo che oggi il noir “va”) basti un’idea da stramazzare sulla pagina virtuale. Stupidaggini, ci vanno sempre anche il cuore e la testa.
    Ecco, io spero sempre di non venire incasellato in mezzo a quei non-autori 😉
    un abbraccio

    • Redazione ha detto:

      Essere autore o non-autore mi pare che in questi tempi di marketing selvaggio dipenda più che altro dalla posizione che occupi nella classifica dei best seller. Comunque, se tu diventi non-autore io mi candido a tuo vice, cerco sempre di saltare sul carro del vincitore 😉

      L’idea di uno che si taglia i pezzi per far contenta l’amica virtuale mi ha fatto venire in mente un vecchio e brevissimo racconto, credo di Mauro Kovacic ma potrei sbagliare, che lessi tanti anni fa, pure quello di una paginetta o giù di lì: Arianna gioca con il cuore dello spasimante, lo prende a calci, lo trafigge con uno spillone e alla fine lo butta sotto un rullo compressore di passaggio.
      Se lo prendi come roba surreale, anche quello degli internettiani splatter ci potrebbe stare; ma il tipo che si taglia la bocca e l’uccello e corre all’ufficio postale senza morire dissanguato è troppo inverosimile… 😀

      • pasric ha detto:

        sì, certo, ma è roba trita e ritrita, non mi attrae più. Lo splatter deve essere un “mezzo” che veicola qualcos’altro, l’horror fine a se stesso (pulp, diciamo) ha fatto il suo tempo.

  2. Redazione ha detto:

    Ah su questo concordo senz’altro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...