Io di qua, io di là

I tedeschi si alzano all’alba e arrivano in ufficio alle sette, sfruttano le prime ore del mattino, le più produttive, quando sei riposato e l’attenzione è più alta. Alle otto di sera vanno a letto. Stamattina mi sono alzato presto anch’io e ho riempito di ditate i tasti del pianoforte, ho suonato coi gomiti, mi sono abbattuto sulla tastiera senza ritegno e ho constatato con un gran senso di liberazione che nella produzione di caos sono il numero uno, non mi batte nessuno. Parto dal grado massimo di libertà concesso, un gesto senza scopo, per arrivare ancora non so dove. Niente di nuovo, lo facevano già 40 anni fa, è un disordine a tema, una guerra incivile contro un fastidioso Io a tre strati che non si decide a togliersi dai piedi [in effetti quelli che dicono troppo spesso “io penso che” annoiano, a partire da me]. Una guerra che potrebbe risolversi a mio favore.

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