Il caso Vangelis – II

Fa notare Sergio Miceli che la colonna sonora di Blade Runner funziona perché la sua postmodernità fatta di brandelli di musica del passato, echi di scale blues e altre reliquie, armonizza perfettamente – e in parte casualmente, dato che il musicista non la compose su misura per ogni situazione quanto per suggerire un’atmosfera generale; cioè che andava bene la musica di Vangelis in quanto musica di Vangelis anche senza un progetto espressivo sincronizzato con le immagini – col mondo di androidi del film di Scott, dove le emozioni e i sentimenti si riducono a innesti artificiali di comportamenti stereotipati del passato. È un’analisi chiara, e per ciò bella, quella del professor Miceli, il cerchio quadra. E intanto il signor Gerardo, proprietario del bar da cui sto scrivendo, si sta scaldando contro il marketing delle automobili-spazzatura.

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