Il caso Vangelis

“Chi abbia competenze musicali e ascolti la colonna musicale senza avere visto il film non può che riconoscerne l’inconsistenza”. La citazione è dal bel libro del professor Sergio Miceli Musica per film, mentre il film cui si riferisce è Blade Runner e la colonna sonora è di Vangelis, uno che si è sempre gloriato di non aver mai studiato musica, anzi: di non saperla nemmeno leggere. Secondo me Vangelis un po’ ci fa, ma è anche vero che la storia è piena di autodidatti di successo – a parte me – e lui non sarebbe nemmeno il primo. Ammettiamo comunque che Vangelis non sappia leggere una nota: non è questo il problema. Il suo problema è il vocabolario musicale limitato che gli rende giocoforza ricorrere agli effetti speciali, riverberi, rumori, suoni insoliti, per dare spessore a melodie e accordi ridotti all’osso, e produrre un piccolo miracolo a base di sapido niente. Il che a mio avviso prova che la cultura – anzi – la Cultura non è sempre indispensabile per compiere grandi imprese. Fai con amore ciò che sai, ed è tutto. Se poi ti capita di incontrare Ridley Scott in ascensore, meglio ancora. Questo stronzo in effetti ha fatto bei soldi, e la sua musica è senz’altro povera e inconsistente, sì; ma per un fortuito accidente – riconosciuto dallo stesso Miceli – in quel film funziona. Poscritto: e Sean Young è una bellezza anni Ottanta DOC.

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