Non è ciò che sembra

Quando siamo bambini il gioco si chiama “cerchiamo le forme nelle nuvole”: ti sdrai su un prato, in spiaggia, in montagna e osservi la nuvola sopra di te trasformarsi lentamente in maiale, donna anziana, gatto, uomo con la pancia e poi dissolversi. È un gioco rilassante che mette facilmente chiunque in contatto con l’immaginazione, qualcosa di prossimo al mito della caverna di Platone: se osservi un mondo immaginario abbastanza a lungo, ti convincerai che è quello il mondo reale e il resto non esiste. Purtroppo poi diventi grande, il gioco si chiama pareidolia, viene considerato borderline coi disturbi della percezione e induce qualcuno a scorgere la facciona barbuta di Padre Pio in ogni macchia sui muri, o quella di Bin Laden nel fumo delle Torri Gemelle. Anni fa, una cascina lombarda divenne meta dei pellegrinaggi di fedeli convinti che il volto di Gesù fosse rimasto impresso sul cemento di un silo per il foraggio.

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