eBay, panta rei

Innanzitutto ringrazio i nuovi follower: mai mi sarei aspettato eccetera eccetera. Grazie di cuore, davvero. Ho guardato i vostri blog, ma solo di sfuggita e appuntandomi di tornarci con calma fra un momento. Non perché non mi interessano, tutt’altro: sapere che qualcuno mi caga è piacevole, stimolante, imbarazzante, mi fa sentire osservato e mi spinge a infilarmi sotto un tavolo, così non mi trovate. Manzoni aveva ben ragione di gongolare per 25 lettori se io mi esalto per averne 4, figurarsi e scusate la modestia. I vostri blog non li ho ancora guardati attentamente solo perché non so organizzare il tempo; non l’ho mai saputo fare, sono un casinista improvvisatore e so che la morte mi coglierà con addosso la prima cosa che ho trovato nell’armadio. E’ che ho un problema coi ritmi della vita. Il tempo passa e io lo lascio andare, non sintonizzo bene, ho l’antenna girata male. Perché? Per paura di cambiare, immagino. Una volta misi in vendita su eBay un vecchio amplificatore a valvole, un pezzo di modernariato anni Sessanta che mi ero intestardito di vendere a caro prezzo perché rappresentava la mia infanzia. Mi rispose un americano che però voleva solo le manopole: “Il resto puoi tenerlo o buttarlo nella spazzatura,” mi scrisse, “a me servono soltanto le manopole”. Fui inamovibile e stolido: si prende tutto in blocco, è un pezzo della mia vita. Fu gentile, non se la prese. Mi rispose: “Roberto, fai come credi, ma se resti attaccato al passato ti impedisci di cambiare e impedisci agli altri di godere qualcosa che a loro può servire”. Non è una delle 101 Storie Zen in edizione Adelphi che imperversavano negli anni Settanta, ma quasi. Rimasi fulminato. Mai avevo pensato che il nostro passato non torna ma può ancora soddisfare il bisogno attuale di qualcun altro. Mi stava chiedendo la donazione di un organo ma pretendevo che comprasse tutta la casa (spese postali incluse). Rimasi lì col mio amplificatore invenduto – anche se un po’ mi fa piacere perché comunque gli resto affezionato. E rimasi lì col macigno del tempo per me ancora ingestibile. E coi blog da guardare. Un’agenda? Ce l’ho e sto facendo sforzi sovrumani per impormi di usarla. Arrivo, aspettatemi, non cominciate senza di me.

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Una risposta a eBay, panta rei

  1. pasric ha detto:

    “Agenda” significa “cose da fare”.
    Non potei mai sopportare che un pezzo di carta vada a dettarmi il calendario giornaliero, a noi ci piace improvvisare (a parte nel lavoro).
    Per quanto riguarda il passato, sì, quelle manopole si potevano forse riesumare, ne avresti perso la soddisfazione di osservare quell’icona di amplificatore che ti ricorda l’infanzia, e se così è buon per te, significa che hai avuto un’infanzia da ricordare.

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