Scegliersi i parenti

Quando si dimenticava di se stessa, degli anni che passavano, di una vita vissuta sempre in corsa (“come da dietro il finestrino di un treno”), mia madre era una donna forte, ottimista, con una profonda armonia cosmica che teneva ben celata dietro un’aria decisionista da Rambo. Aveva i suoi buoni motivi per essere spesso incazzata, anche se l’elenco è lungo e personale. Nei suoi attacchi di pessimismo lamentava il fatto che nasciamo senza averlo chiesto, ma secondo me c’è una sfiga peggiore: è vero, ti mettono al mondo senza chiederti permesso, ma la cosa davvero riprovevole è che non puoi sceglierti i parenti. Potevi nascere in una famiglia di miliardari con un bel castello, di medici importanti con una villa su un promontorio, o di un grande direttore d’orchestra. Niente di tutto ciò.

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