Il vecchio John che la sapeva lunga

Furore, dice Alessandro Robecchi, è universalmente considerato il migliore romanzo sulla Grande Depressione americana. Non l’ho mai letto, e vabbè, però vidi il film di John Ford che raccomando, perché descriveva nel 1939 ciò che più o meno attende parecchi italiani: la terra o la casa espropriate dalla banca e intere famiglie in viaggio da Sud fino nell’ex ricco Nord, dove la cosiddetta politica sta attrezzando l’asse fra Milano e Torino a colpi di stecconi in quarta periferia per trasformarlo in un ininterrotto slum di giovani disperati assunti a termine per fare l’orsetto Duracell davanti a qualche centro commerciale. I primi segnali? Quando cominceranno a chiudere negozi e bar nei centri cittadini. A proposito di viaggiare, secondo voi che differenza c’è tra viaggio e turismo? Ma ecco il passo di Steinbeck riportato da Robecchi. Il vecchio John aveva già previsto i co.co.co. e il lavoro nero del Terzo Millennio:

Dove c’è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell’uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.
Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti.
No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici.
Io ho bambini, ho bambini che han fame! Io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po’ di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po’ di carne per fare il brodo ai miei bambini, io non chiedo altro.
E questo, per taluno, è un bene, perché fa calare le paghe rimanendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.
Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù.

_John Steinbeck, Furore, 1939

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3 risposte a Il vecchio John che la sapeva lunga

    • Redazione ha detto:

      Sei il mio secondo commentatore/trice, mi hai illuminato la giornata, ho ricambiato la visita e anche i complimenti (“like”): appena scopro come si fa, ti linko pure.
      Giornatona, grazie!
      RB

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