Il panfocaccia, donum dei

Il panfocaccia è un trip, termine arcaico che sta per “è una sostanza allucinogena estremamente soddisfacente”. Stasera lei è al corso di enologia, tornerà tardi. Resto a casa da solo, a tu per tu con il panfocaccia e m’impongo di lasciarne metà casomai tornasse affamata, ma intanto lo mangio con gli occhi e mi sento come quei bambini americani che, dicono, se riescono a resistere 20 minuti senza mangiare il dolcetto che gli viene messo davanti al naso diventeranno adulti più controllati e intelligenti (ne dubito: sprecare 20 minuti fissando un pasticcino senza far niente è abbastanza stupido). Alla fine di panfocaccia ne resta un decimo, e la mia preoccupazione è: “Faccio una figura più merdosa se lo finisco tutto o se le lascio questo boccone ironico?”. Come al solito non so decidere, il fondo di panfocaccia resta lì a testimoniare la mia smidollataggine. Magari non avrà fame e non si accorgerà di nulla. Shhht…

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