Marco Romano, si alzi in piedi e legga a voce alta

Sul Corriere della Serva di oggi, Marco Romano – il signor Sotis che già si era messo in luce con la comica proposta di trasformare la Darsena in un giardino dopo averci fatto un parcheggio – scrive che non serve riaprire i Navigli perché “non sono un tema collettivo”. Ma come no, signor Sotis: su ciò che resta dei Navigli milanesi prosperano duecento locali tra birrerie e mangifici a vario titolo, gallerie d’arte, botteghe d’alto bordo, una centrale idroelettrica alla Conca Fallata, turisti e appartamenti di lusso. Ma naturalmente le vie d’acqua “non sono un tema collettivo”. I cosiddetti editoriali cementificatorii di Marco Romano mi ricordano i panini di McDonald’s scongelati e rifritti: ovunque nel mondo hanno lo stesso disgustoso sapore di niente, li puoi pubblicare su qualsiasi giornale in qualsiasi lingua e vanno sempre bene. Noi milanesi abbiamo approvato a larga maggioranza referendaria la riapertura dei Navigli, mentre Marco Romano conta uno, cioè niente. E per fortuna insegna solo estetica; se insegnasse ingegneria aerospaziale non so se salirei su uno Shuttle.

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