Ciaikovski e le acciughe

Babbo non vuole, mamma nemmeno… Un musicista russo in vacanza in Italia diventa un’altra cosa, il sole mediterraneo allevia le sue ubbie moscovite. Ma, prima di tutto, una spigolatura da Settimana Enigmistica: la fanfara iniziale degli ottoni con cui si apre il Capriccio Italien è la trascrizione letterale di quella militare che Ciaikovski ascoltava ogni mattina dall’albergo di Napoli in cui alloggiava (non so se gli facesse piacere, ma magari gli era utile per regolare l’orologio). Ho ignorato Ciaikovski negli anni in cui disprezzavo le acciughe, e ora amo entrambi. Invecchiando i gusti cambiano, o forse c’entra il fatto che talvolta mia mamma canticchiava la canzone Bella ragazza dalle trecce bionde che ispira il Capriccio Italien, e questo me lo rende digeribile e addirittura desiderabile quanto le acciughe: la musica che ti ricorda qualcuno è un innesco emotivo potente (e abusato dai cialtroni canzonettari, cioè da quelle zecche, iene e parassiti perennemente alla ricerca della banalità melodica che ti si incolla all’orecchio). Prendetevi tempo, il Capriccio è piacevole ma lunghetto e va gustato, se potete, non mentre passate l’aspirapolvere (il ciarpame da aspirapolvere sono le cose di Toto Cotogna, o come cazzo si chiama quello con la chitarra in mano). Invece è raccomandabile imparare qualche canzone popolare italiana e mugolarla accompagnati dall’orchestra.

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