C’era una volta la notte

Il Comune di Milano aderisce all’iniziativa M’illumino di meno e domani sera spegnerà qualche abat-jour una mezz’oretta tanto per far vedere. E per fare che? A questo punto la bolla luminosa di Milano inquina il cielo notturno fino alla Jungfrau (Alpi svizzere, 160 km di distanza), e in certi quartieri splendenti di lampioni e vetrine ormai non si distingue più il giorno dalla notte; né, d’altro canto, si capisce chi ha bisogno di guardare una vetrina alle tre del mattino. Forse l’obiettivo è tenere accese più luci possibile e creare valore per lo shareholder, l’azionista parassita. Eppure non siamo più negli anni Novanta: l’idea che “i soldi si fanno coi soldi” è outdated e diseducativa, andrà bene magari per qualche comparsa da 20 euro e un panino che applaude Berlusconi fuori dal tribunale. Ma il pacchettino di 500 azioni a2a non ti cambia la vita. Milano s’illumina anche troppo: da bambino, negli anni Sessanta, dalla città vedevo la via Lattea.

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