Ripresa del tema con variazioni

Se Monti avesse fatto un discorso di insediamento non identico, ovviamente, ma analogo (cioè avesse usato parole diverse per descrivere lo stesso concetto), non mi sarei meravigliato:

Signori, quello che io compio oggi, in questa Aula, è un atto di formale deferenza verso di voi e per il quale non vi chiedo nessun attestato di speciale riconoscenza. Da molti, anzi da troppi anni, le crisi di Governo erano poste e risolte dalla Camera attraverso più o meno tortuose manovre ed agguati, tanto che una crisi veniva regolarmente qualificata come un assalto, ed il Ministero rappresentato da una traballante diligenza postale. Ora è accaduto per la seconda volta, nel volgere di un decennio, che il popolo italiano – nella sua parte migliore – ha scavalcato un Ministero e si è dato un Governo al di fuori, al disopra e contro ogni designazione del Parlamento. Il decennio di cui vi parlo sta fra il maggio del 1915 e l’ottobre del 1922. Lascio ai melanconici zelatori del supercostituzionalismo il compito di dissertare più o meno lamentosamente su ciò. Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.

(Benito Mussolini, 16 novembre 1922)

E’ vero: nel 2011 non c’è stata nessuna marcia su Roma, tutto è avvenuto in maniera soft, niente manganelli. Lo chiamano governo tecnico, ma di fatto è un commissariamento e un governo non eletto da noi. Questo, forse, sarebbe anche il meno, visto che è nelle prerogative del Presidente della Repubblica fare senatore a vita chicchessia e dargli un’investitura tecnica. Ciò che a me pare accomunare il 1922 al 2012, a parte i 90 anni tondi, è il disprezzo che il parlamento si è guadagnato nella “parte migliore del popolo italiano”. I nostri padri hanno ascoltato dall’EIAR quella canzone (magari controvoglia), noi la stiamo ripetendo con variazioni e ne abbiamo fatto una suoneria per il cellulare trendy e le hot news di borsa del digitale terrestre. Siamo diventati fascisti a nostra insaputa: i neri si son fatti scaltri, ma tanto il fascismo è geneticamente connaturato all’italico, esattamente come la gelosia contadina per i propri quattro spiccioli.

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